Avevo già affrontato l’argomento in maniera indiretta tempo fa citando l’articolo del mitico Benedusi (con cui si può essere o meno d’accordo).Sicuramente le mie esigenze sono diverse da quelle esposte nel link, ma vorrei anch’io dire la mia a riguardo con la massima umiltà ma anche con grande decisione date le svariate richieste di contatto che ricevo dal web ( assistenti.org , per citarne una fonte).
Premetto che ho sempre creduto nel valore del team ed ho sempre cercato di averne uno valido che mi supportasse, anche e soprattutto nelle mie carenze e per questo ho deciso di scrivere questo articolo. Specifico anche che al momento non riesco a garantire un introito (costante) ai miei collaboratori e che, ad ogni modo, lo sforzo richiesto supera di gran lunga la remunerazione monetaria: questa condizione però viene specificata sin dalla prima telefonata.
Partiamo dunque con le mie esigenze. Io ho bisogno mediamente di due/tre giornate a settimana di supporto da parte del mio assistente. Per supporto, intendo sia l’assistenza sul set che la parte di ritocco di alcune sessioni che non riesco personalmente a trattare.
Cosa richiedo?Non richiedo abilità tecniche particolari e non cerco “fotografi fatti e finiti”. Richiedo solo buona volontà, tanta costanza, puntualità, flessibilità ed precisione. L’assistente non fa le foto nè l’artista ma deve, idealmente, risolvere pragmaticamente tutti quei problemi che di fatto non ci azzeccano niente con la fotografia (recuperare il cibo al bar, fare da driver alla modella, rimettere a posto l’attrezzatura, occuparsi che il fotografo preso dalla foga di scattare non si faccia male etc.)
Cosa non serve?Non serve essere dei maghi in Photoshop e non serve conoscere le attrezzature da studio. Questi sono solo tecnicismi che anche il più impedito impara con un po’ di pratica.
Cosa offro?
Il mio studio non è una scuola di fotografia, ma il poco tempo che mi ritaglio quando si scatta, lo dedico volentieri a spiegare le poche cose che so. Il mio assistente sta con me sul set, viene ai casting e collabora a 360° nell’organizzazione dello shooting.
Questo quello che vorrei in teoria…la pratica invece è tutt’altro.
Cosa ottengo? Mi chiamano ragazzini tutti entusiasti ma poco motivati che la sera fanno tardi in discoteca ed il giorno dopo non si presentano sul set. Mi chiamano tante persone che vogliono solo venire a dare un occhio: pf non venite, la prima volta mi date solo fastidio! Oppure altre che continuano a trastullarsi al cellulare con la morosa/o perchè dopo devono andare a far l’aperitivo ed inziano a sbuffare perchè stanno facendo tardi: non è il lavoro alle Poste in cui alle 18 si chiude baracca e burattini!!!
Ma soprattuto, la cosa che mi fa arrabbiare di più, è che una volta spiegate e accettate le condizioni della collaborazione si dica, così di punto in bianco, che non vanno più bene e se ne dettino delle nuove perchè oramai si è imparato abbastanza. Cari assistenti, sono assolutamente aperto al dialogo ma non accetto condizioni dell’ultimo minuto. La parola data deve valere sino a che, con una discussione costruttiva, non si giunga ad un nuovo accordo o si chiuda la collaborazione. Basta artisti senza arte nè parte: fare l’assistente può anche essere un lavoro creativo, ma è per lo più un lavoro metodico e di precisione (la seconda volta che entrate in studio pretendo che sappiate dove rimettere a posto le cose!).
L’anno scorso ho collaborato con una cinquantina di persone che si proponevano come assistenti ma che di fatto erano troppo prese, taluni a voler fare il fotografo per conto proprio ed altri a pensare a questioni personali, per essere veramente utili.
Detto ciò, il mio telefono e la mia mail sono sempre disponibili a chi crede veramente che una esperienza simile possa servire nonostante tutti (e forse solo) gli sbattimenti inclusi nel pacchetto.
Aspetto i vostri commenti…c’è qualche Assistente in ascolto? Per una volta, non c’è bisogno di essere diplomatici…